Cosa succede integrando quotidianamente questa frutta che sostiene la memoria negli anziani

L’invecchiamento fa spesso diminuire le capacità mentali in tanti anziani. E, guarda un po’, i primi segnali possono passare inosservati, quasi sfumare nel quotidiano. Tra i tanti fattori che influenzano questo processo, c’è un aspetto interessante: alcuni cibi di tutti i giorni. Se parliamo di frutti, le fragole spiccano per le proprietà biologiche che sembrano aiutare la salute del cervello e ostacolare la demenza senile, Alzheimer compreso. Mangiarle con una certa regolarità può diventare un approccio semplice, ma non banale, per rallentare il declino cognitivo, soprattutto per chi ha condizioni di rischio specifico.

La crescita delle malattie neurodegenerative sta diventando un problema serio per i sistemi sanitari. Intervenire presto, ecco il segreto – specie tra i 50 e i 65 anni, quando il corpo è più ricettivo a fermare o rallentare i primi segni. A volte, cambiare anche poco nello stile di vita, diciamo l’alimentazione, influisce parecchio. Chi vive in città, ad esempio dalle parti di Milano, forse percepisce meno questi segnali. Però la prevenzione passa anche da scelte alimentari più consapevoli: le fragole, con i loro nutrienti naturali, ci stanno in mezzo e non per caso.

Il ruolo delle fragole nella salute del cervello

Negli ultimi tempi, si è compreso meglio come le fragole siano cariche di sostanze attive che agiscono sul cervello. In particolare, gli antociani – pigmenti naturali che donano quel colore rosso acceso ai frutti – hanno un effetto antiossidante forte. Contrasta l’infiammazione e lo stress ossidativo, due nemici noti delle cellule nervose.

Cosa succede integrando quotidianamente questa frutta che sostiene la memoria negli anziani
Fragole, un toccasana per la memoria degli anziani. La frutta rossa contrasta la demenza e sostiene il cervello. – fiorirondo.it

Ma non solo gli antociani: c’è pure una buona dose di ellagitannini e acido ellagico, composti che gli studi più recenti hanno mostrato essere protettivi. Assieme, contribuiscono a mantenere intatte le cellule cerebrali e a sostenere la memoria nel tempo. Cosa interessante – soprattutto per chi ha problemi di resistenza all’insulina o si trova in fase di prediabete – condizioni queste che possono aumentare il rischio di demenza.

Uno studio, condotto su persone di mezza età, suggerisce che mangiare fragole spesso riguarda benefici cognitivi: migliorano funzioni come l’attenzione e la memoria, ma anche il benessere psicologico. Insomma, senza ricorrere a cure complicate, integrare la dieta con questi frutti potrebbe fare la differenza contro il declino mentale.

I risultati di uno studio sul campo mostrano i vantaggi tangibili

Qualche anno fa, una ricerca clinica ha osservato adulti tra i 50 e i 65 anni, con un lieve calo mentale e un po’ di sovrappeso – quest’ultimo non di poco conto per la salute del cervello. Per tre mesi, metà dei partecipanti ha preso un integratore a base di fragole, mentre gli altri un placebo. Il tutto in doppio cieco. Insomma, dati validi e affidabili.

Il risultato? Chi ha usato l’integratore ha mostrato un miglioramento netto: meno problemi di memoria e una maggiore agilità mentale, come l’attenzione e la velocità nel gestire le informazioni. Anche sul fronte emotivo – ecco un dettaglio non da poco – i benefici si sono percepiti: meno sintomi depressivi e un modo migliore di fronteggiare lo stress quotidiano. Nel frattempo, i parametri metabolici sono rimasti stabili, segno che la salute generale ne ha guadagnato.

Non sorprende che arrivati ai mesi freddi si perda un po’ la voglia di mantenere abitudini sane. Le fragole possono essere un incentivo goloso e – perché no – un piccolo stimolo per non mollare la presa. Insomma, segnano una pista nuova, ecco perché alimenti così semplici possono supportare concretamente la prevenzione della demenza, un problema che tocca sempre più gente in Italia e non solo.

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