Fornelli a gas in cucina: l’aria può superare i limiti di sicurezza ecco consigli per proteggere la salute

In casa, l’aria sembra un elemento scontato, qualcosa che diamo per garantito. Eppure, quello che respiriamo tra le mura domestiche può spesso nascondere sostanze invisibili, a dir poco insidiose. Tra i colpevoli meno piazzati ci sono i fornelli a gas: li accendiamo ogni giorno per cucinare, ma il loro impatto sull’aria è spesso sottovalutato. Recenti studi, condotti su larga scala, mostrano chiaramente come la semplice routine dei pasti possa stravolgere la qualità dell’aria, mettendo alle strette la nostra salute.

Basta pensare che non è un problema da industria pesante o solo per chi vive in zone particolarmente inquinate. Parliamo di milioni di persone, specialmente quelle che abitano in città dove l’attenzione all’inquinamento domestico è ancora decisamente scarsa. La cucina – che dovrebbe essere un luogo sicuro – può ingannare. Soprattutto perché, durante la cottura a gas, si sprigiona biossido di azoto, un nemico nascosto della respirazione quotidiana. Ecco perché, se non arieggiamo bene, l’aria dentro casa si fa pesante, specie negli appartamenti più piccoli, tipici di molte grandi città italiane.

L’impatto della cottura a gas sulla qualità dell’aria in casa

Uno studio recente su numerose abitazioni ha confrontato quanti livelli di biossido di azoto (NO2) si raggiungano con fornelli a gas o a propano rispetto a quelli elettrici. Il dato sorprende: chi cucina a gas si becca una media di circa dieci parti per miliardo (ppbv) di NO2, quasi il doppio della soglia fissata dall’OMS a 5,2 ppbv. Un dettaglio non da poco, viste le possibili ripercussioni sulla salute domestica.

Fornelli a gas in cucina: l’aria può superare i limiti di sicurezza ecco consigli per proteggere la salute
Un fornello a gas acceso in primo piano, simbolo della routine culinaria che può compromettere la qualità dell’aria domestica. – fiorirondo.it

Di questa esposizione complessiva, circa 2,4 ppbv derivano proprio dalla combustione durante la cottura, mentre il resto arriva dall’inquinamento esterno, per esempio il traffico. Chi invece usa i fornelli elettrici quasi non soffre di questa fonte interna e trova livelli di circa 8 ppbv legati solo a ciò che arriva da fuori. La scelta del piano di cottura non è quindi un fattore da poco quando si parla di salubrità dell’aria dentro casa.

La situazione peggiora negli spazi ridotti o in case dove si cucina spesso: un uso intenso del gas può far salire il biossido di azoto oltre 18 ppbv. Più della metà di questo inquinamento deriva direttamente dalla cucina stessa, un aspetto spesso ignorato ma che fa la differenza. Le stime dicono che, così, milioni di persone superano i limiti di sicurezza, a causa della sola cottura con il gas – senza contare altre fonti.

Una cosa allarmante sono i picchi di esposizione acuta, con concentrazioni che vanno oltre 100 ppbv in un’ora d’uso dei fornelli a gas. Chi cucina a gas regolarmente può affrontare questi picchi molte volte all’anno, soprattutto d’inverno, quando – diciamo – finestre e balconi restano chiusi per il freddo. Nelle grandi città, chi vive in appartamenti lo sente anche senza misuratori, anche se troppo spesso resta un problema invisibile.

I rischi del biossido di azoto e come proteggersi

Biossido di azoto: poche parole, ma danni dietro l’angolo. Chi ne respira troppo rischia aggravamenti d’asma, soprattutto bambini, e un aumento di casi di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Non solo: aumentano anche le infezioni respiratorie e, in alcuni studi, si nota un possibile impatto negativo nello sviluppo fetale e sul cuore. I soggetti più fragili? Bambini piccoli, anziani e chi ha già problemi respiratori.

La convinzione diffusa vuole che l’aria dentro casa sia sempre più limpida di quella fuori. Ecco, questo spesso non è vero, specialmente nelle abitazioni con fornelli a gas, dove la quantità di NO2 può superare o essere simile a quella che si accumula da tutte le fonti esterne messe insieme. Serve quindi guardare con occhi nuovi a quello che succede dentro le nostre mura, soprattutto sulla ventilazione e sull’uso del piano cottura. Un dato raccolto su scala nazionale aiuta a indirizzare meglio le politiche pubbliche, spingendo – tra le altre cose – verso piani cottura elettrici meno impattanti.

Come abbassare l’esposizione? La soluzione più immediata è passare a forni e piani a induzione o elettrici, eliminando così la fonte principale di NO2 in casa. Nel frattempo, mantenere una buona ventilazione, durante e dopo aver cucinato, resta la mossa più semplice: cappe aspiranti con lo scarico che porti fuori e finestre aperte, anche solo per pochi minuti, fanno già una bella differenza. Anche limitare i tempi aiuta: scegliere metodi veloci per cucinare riduce l’inquinamento in modo naturale.

Negli ultimi tempi, soprattutto in città grandi tipo Milano e dintorni, sempre più famiglie stanno scoprendo come la qualità dell’aria a casa influisca sul benessere quotidiano. Quel luogo che dovrebbe essere un rifugio sicuro, può nascondere insidie anche durante qualcosa di semplice – come cucinare.

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